c'e' solo un modo di fare le cose: farle bene
Caro Cristiano,
scusa se mi permetto di darti del tu e di scrivere questo testo con confidenza e forse presunzione, però vorrei dirti cosa penso.
Credo che ognuno debba fare il proprio mestiere, senza mischiare la fede politica al lavoro, perché a volte si rischia di deludere che viene allo stadio per vederti esulatare a tuo modo e non per le prodezze che riesci a fare con il pallone.
E’ sbagliato perché si inciampa in figuracce, in gesti poco sportivi e, come adesso, nella delusione della curva, gli stessi chi per anni hanno ammirato un operaio che si sacrificava per il color amaranto.

Il tuo procuratore scrisse un libro intitolato “Tenetevi il miliardo” quando firmasti il contratto con il Livorno rifiutando altre società che ti promettevano un miliardo in più di stipendio.
Eh adesso? Come mai passi da Livorno, tua città natale e dove la gente ti tratta meglio di Totti a Roma, allo Shakhtar Donetsk, in Ucraina? Forse perché a 32 anni 3 miliardi di euro a stagione per tre anni di contratto sono irrifiutabili? Uscirà l’errata corrige del libro?.
Cristiano, tu sei un grandissimo attaccante e ti rimprovero soltanto che ti sei cimentato in un qualcosa che non ti appartiene: la politica. In questo Paese di politici ne abbiamo in abbondanza e, spesso, poveri noi, sono più divertenti del calcio per le cose che combinano, il calcio è un solo gioco e fin quando rimarrà tale sarà il più bello tra tutti.
La politica e il calcio insieme sono peggio di salame e Nutella, tu ci hai deliziato come la Nutella ma adesso hai proprio fatto la figura del salame.
Senza rancore, scherzosamente da un tifoso di calcio innamorato del pallone.
AGGIORNAMENTO:
Leggendo questo articolo sul sito della Gazzetta vorrei aggiungere solo che frasi come
Non nego che i soldi sono stati la ragione principale del mio addio, perchè mi permettono di realizzare il mio sogno, ovvero quello di dare e creare del lavoro alla mia gente, di avere degli operai, non per sfruttarli ma per cercare di farli stare bene.
sono un tantino bigotte, demagogiche ed inadeguate perché i soldi dell’ingaggio dello Shakhtar andranno al Livorno, cioè al presidente Spinelli e non credo proprio che li userà per fare ciò che Lucarelli sbandiera.
Mi piacerebbe tanto essere smentitito…solo il tempo può farlo!
RT @AngelikaCoco: Non riesco più a distinguere un fiore vero da uno di carta! Effetti collaterali della festa dei #Banderesi ;-) [gianlucagentile]
Facebook precipita a Wall Street: -12% - Corriere.it http://t.co/hZi8NAwT via @Corriereit - La famosa bolla... [gianlucagentile]
Festa dei #banderesi con la mia contrada che vince il palio, #Pescara in A e #juventus che non vince la Coppa Italia!Che splendida giornata! [gianlucagentile]
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2 Responses for "Lettera aperta a Cristiano Lucarelli"
Gianluca, Cristiano Lucarelli non mi sembra sia mai sceso in politica. Certo, forse ha espresso delle idee ma di politica non ne ha fatta mai. E sono convinto che se l’avesse fatto adesso sarebbe seduto in parlamento visto il colore politico della sua curva… Per la scelta di vita penso che abbia fatto bene. Perche’ rifiutare un’offerta cosi’…Mi sembra che ci sia un detto che fa piu’ o meno cosi’ : “solo gli stolti non cambiano mai idea”. Cristiano Lucarelli, evidentemente, non e’ uno stolto! Io dico Bravo Cristiano!!!
A mio avviso ha fatto lo stesso errore di Di Canio perché entrambi hanno esasperato le proprie ideologie politiche usando il pallone.
Tutti possono cambiare idea ed è un bene che sia così, ma non si può trasformare un idea in bandiera e poi ritornare sui propri passi.
Purtroppo il blog di Lucarelli è stato chiuso per i commenti bellicosi scritti dai propri tifosi non calcistici e lui stesso, in un intervista a Sky, ha detto che oltre al calciatore faceva da vero e proprio ufficio di collocamento “per la sua gente” e quindi come puoi vedere non era un semplice giocatore.
Ciò non toglie che il suo operato a Livorno, dentro e fuori dal campo, è più che pregevole ma adesso ha capito, giustamente, che conviene solo tirare calci ad un pallone.
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