Lo spam è brutto

Lo spam è brutto

Mia sorella, 13 anni, ha ricevuto via e-mail una catena di S. Antonio che sentenziava morte nel caso in cui non fosse stata inoltrata a 25 contatti e-mail. Lei 25 contatti ancora li ha…la casella l’ho creata da meno di una settimana!

Ovviamente si è preoccupata e la notte non riusciva a prendere sonno. Quando mi ha spiegato il problema mi sono infuriato e ho pensato di scrivere questo post per diffondere una certezza quasi matematica:

Le catene di S. Antonio non sono altro che spam e per tanto vanno cestinate immediatamente.


Io non so chi le crea e perché, ma sono convinto che alcuni destinatari possono sfruttare la mail per generare altro spam, vediamo come.

Supponiamo che una mail ci inviti a rimandarla ad altre 10 e-mail:

  • Al primo passaggio io ho spedito 10 e-mail. Totale e-mail invate: 10.
  • Se tutte e 10 le persone che riceveranno la mia e-mail la inoltrassero a loro volta a 10 persone le e-mail inviate sarebbero (10×10) 110
  • Le 110 nuove persone mandano ognuna ad altre 10 persone la mail. Totale mail inviate 110 (di prima) + 110×10 = 1.210.
  • 1210 persone mandano la mail ognuna ad altre 10 persone. Totale mail inviate 1210 (di prima) + 1210×10 = 13.310.

Inutile andare avanti…il concetto si è capito.

Mettiamo caso che tra i 13.310 destinatari contati all’ultimo passaggio ci sia uno spammer vero, uno che con le e-mail ci fa business.

Bene, gratuitamente si ritroverebbe 13.309 e-mail valide, corrette, sicuramente esistenti a cui mandare la pubblicità.

Ecco quindi un’altra buona ragione per cestinare le catene di S. Antonio.