Scrivo questo post per sorridere chi continua a seguirmi nonostante l’aggiornamento del blog avviene con periodicità allarmanti.
Tornato dalle ferie e riimmerso nel lavoro, avrò di sicuro occasione di raccontare le mie esperienze sistemistiche al fine di aiutare chi si trova nella mia stessa condizione lavorativa.
Ma torniamo al titolo del post, cosa non deve fare un sistemista? Ecco ciò che un “”sistemista“”, che conosco, ha fatto e, che sconsiglio di prendere come esempio. La lista delle cosa da non fare questa:

  1. Installare CentOS, eh lo so ma purtroppo c’è che utilizza sistemi server non basati su Debian…
  2. Impostare il server in fase di installazione su IP pubblico
  3. Settare come password di root: “password”, no, non è Zelig è andata davvero così…
  4. Lasciare la porta SSH settata sulla 22
  5. Tornare a casa e “credere” di poter accedere da remoto al server

E’ importante quel “credere“. Se si lascia un server in quelle condizioni, dopo 3 ore non ci si accede più perché il primo ragazzino con script kiddie dotato di port scan si impossessera della vostra fiammante macchina.
E’ andata davvero così! Ma la cosa bella è che analizzando il server “impossessato da chissà queli forze del male” è stato lampante notare che l’intruso ha solo installato un server multiplayer di Counter-Strike, che culo! Poteva far di peggio.
Fortunatamente mi ha dato retta (dopo opera di convincimento) ed ha reinstallato il sistema (sempre con CentOS, ahimé) da zero.
Internet è una giungla completa, anarchia pura ma se lasciamo la porta spalancata…