c'e' solo un modo di fare le cose: farle bene
Quando non esisteva il web 2.0, quando Google sembrava solo una parolaccia, quando la banda larga era un complesso di musicisti un tantino obesi, Internet era così:
Nostalgia?!
Un UPS può fornire preziose informazioni alle periferiche ad esso collegate e non solo a dare alimentazione quando va via la corrente.
Spesso però i produttori non rilasciano versioni dei propri driver e software per Linux ma le soluzioni, ovviamente, arrivano dalla comunità opensource che ha prodotto due validissimi software:
Ho installato il nut su Debian Etch ma nonostante svariati tentativi non sono riuscito a farlo interagire con questo UPS:

APC Back-UPS CS 500 USB e quindi senza perdere altro tempo ho provato apcupsd.
Premessa: lavorando in Sofitek partecipo allo sviluppo di KubiGo e di ciò che gli sta attorno, il seguente testo però sarà oggettivo ed al di sopra delle parti.
Questo articolo trae spunto da questa pubblicazione scovata per caso su Bloggingpro, dove vengono elencate 5 motivazioni secondo le quali WordPress può essere anche usato come CMS ma anche da quest’altro testo dove si afferma il contrario.
Utilizzo Firefox dalla versione 0.7 (se ben ricordo) e l’ho sempre difeso a spada tratta ma ultimamente, dalla release 2.0 in poi, mi capita di maledirlo.
E’ lento, mangia memoria peggio di un video gioco di ultima generazione ed a volte va per i fatti suoi. Ho pensato fosse colpa dei “Componenti aggiuntivi” ma quelli che normalmente utilizzo sono:
Di certo il primo della lista ha dato il colpo di grazia ma penso che le problematiche descritte non siano da imputare agli addons bensì ad un codice che si sta facendo via via sempre più complesso.
Per quelli che usano i sistemi Windows l’alternativa naturale è Internet Explorer ma, per me chi come me, ama la mela, oltre al buon Safari, può contare sulla validissima alternativa chiamata Camino:
Quando lo provai tempo fa non era arrivato nemmeno alla release 1.0 e, l’allora astro nascente Firefox, mi aveva spinto verso la rimozione di Camino dal mio PowerBook.
Ma adesso son tornato sulle sue tracce… Read the rest of this entry »
Possiedo il mio PowerBook G4 15″ da settembre 2005 e pochi giorni fa ho assistito ad una scherma blu, mi corrego niente blu…era bellissima!:)

Guardate l’immagine, cosa ne dite? Non è uno spettacolo? La nevrosi da crash viene alleviata e si affronta il restart con il sorriso consci del fatto che il prossimo blocco si avrà al rialliniamento dei pianeti.
Sul simbolo di spegnimento c’è un testo riportato in 4 lingue: inglese, francese, tedesco e giapponese (eh italiano perché no?!) e questo è il contenuto inglese:
You need to restart your computer. Hold down the Power button for several seconds or press the Restart button.
Il mio portatile, che io sappia, non ha il pulsante di restart ma è solo un piccolo dettaglio perché il Power button è ben visibile!:)
Per provocare simile messaggio ho dovuto configurare la scheda WiFi, AirPort, in modalità PPPoE ma di certo non è la causa scatenante, evidentemente la mia mela era sotto attacco di qualche vermicello…
In quasi due anni di PowerBook:
Ovvio che Eva fu punita per aver mangiato la mela…
Purtroppo in Etch il praticissimo comando apache2-ssl-certificate è scomparso ma ciò non ci impedisce di creare il nostro bel certificato per Apache con openssl, infatti con questa lunghissima istruzione:
openssl req $@ -new -x509 -days 365 -nodes -out /etc/apache2/apache.pem -keyout /etc/apache2/apache.pem
otterremo lo stesso risultato del defunto apache2-ssl-certificate.
Adesso serve editare il file ports.conf per dire al demone di mettersi in ascolto anche sulla porta 443 e creare un file di configurazione per l’host in https che contiene, oltre alle normali direttive, anche:
SSLEngine on
SSLCertificateFile /etc/apache2/apache.pem
Basta abilitare con il vhost tramite l’ancor presente a2ensite ed ecco pronto il nostro https.
Qualcuno sa perché apache2-ssl-certificate è stato deprecato? Chiederò a quelli di “Chi l’ha visto?“.
Volevo fare una piccola riflessione su ciò che è descritto nell’articolo “Le sessioni PHP che scompaiono…” redatto da me pochi giorni fa.
Quando le applicazioni vengono portate al limite l’hardware viene sollecitato e stressato, quindi ci si accorge di aver oltrepassato il confine e si è un tantino spaesati.
Dico questo perché non è facile capire che il problema è l’hard-disk se PHP perde la sessione visto che il file viene correttamente scritto ma poi rimane immutato durante la navigazione delle pagine.
Ho pensato ad altri problemi, alcuni forse inverosimili, ma ciò che è successo ha aggiunto un capitolo alla mia esperienza e mi fa riflettere.
Gianluca il lavoro nobilita l'uomo e lo sport fa bene sono due concetti espressi da un eroinomane. Facendo sport mi sono infortunato e quando torno dal lavoro altro che "nobilitato" mi sento più rincoglionito di una scimmia da laboratorio.
Gianluca quando mi sono svegliato ho scoperto che non era sabato e adesso vado a dormire con la malinconia nel sapere che domani è solo giovedì...so fatt na calat!
Gianluca dai che domani è sabato!
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