c'e' solo un modo di fare le cose: farle bene
Stufi del Client FTP tradizionale ed in cerca di “qualcosa” che monti lo spazio FTP del nostro provider nella nostra Linux box?
La soluzione si chiama: CurlFtpFS.
Installiamolo:
apt-get install curlftpfs
E’ importante caricare il modulo di fuse:
modprobe fuse
Montiamo la partizione remota FTP:
curlftpfs -o allow_other ftp://<user>:<pass>@<host_ftp> <directory_di_mount>
Per per montare la partizione all’avvio impostiamo fstab aggiungendo questa riga:
curlftpfs#<user>:<pass>@<host_ftp> <directory_di_mount> fuse rw,uid=500,user,noauto 0 0
Fine!:)
Ecco le caratteristiche principali di CurlFtpFS:
OpenVPN is a free and open source virtual private network (VPN) program for creating point-to-point or server-to-multiclient encrypted tunnels between host computers. It is capable of establishing direct links between computers across network address translators (NATs) and firewalls. It was written by James Yonan and is published under the GNU General Public License (GPL).
Bene, procediamo.
Supponiamo di avere due host e di creare una VPN tra loro, installiamo su entrambi openvpn:
apt-get install openvpn
Adesso usiamo la Debian Way e quindi utilizziamo gli script per la creazione dei certificati e delle chiavi.
La gestione remota del server viene (ed è giusto così!) fatta tramite SSH perché garantisce sicurezza ed affidabilità che altri sistemi sognano.
Per fortificare ancor più questo sistema si può usare SSH con l’autenticazione a chiave pubblica. Esistono decine di siti che descrivono bene questo sistema e spiagano come creare la coppia di chiavi quindi io do per assodato la creazione delle chiavi.
Per prima cosa va copiata la nostra chiave pubblica nel server remoto:
scp -p id_rsa.pub <utente_remoto>@<hot_remoto>:
Il file nel mio caso si chiama id_rsa.pub perché ho generato una chiave RSA ma anche una di altro tipo va più che bene!
Adesso creiamo le directory opportune nella home del nostro utente sul server remoto:
mkdir ~/.ssh
chmod 700 ~/.ssh
cat id_rsa.pub >> ~/.ssh/authorized_keys
chmod 600 ~/.ssh/authorized_keys
mv id_rsa.pub ~/.ssh
Adesso sul server remoto va configurato il demone SSH attraverso il file /etc/ssh/sshd_config.
Settiamo queste direttive:
PermitRootLogin no
PasswordAuthentication no
UsePAM no
e riavviamo SSH:
/etc/init.d/ssh restart
Da adesso al nostro server ci si accede senza password…ma con la chiave!:)
Avevo la necessità di permettere l’accesso ad un determinato virtual host di Apache solo ad utenti italiani, ho risolto con mod_geoip.
Ecco come installarlo:
apt-get install libapache2-mod-geoip
Per la configurazione del modulo è necessario editare il file
/etc/apache2/mods-available/geoip.conf
e decommentare la riga:
GeoIPDBFile /usr/share/GeoIP/GeoIP.dat
Salviamo questo file ed editiamo il file di configurazione del virtual-host aggiungendo questa specifica:
SetEnvIf GEOIP_COUNTRY_CODE <codice_del_paese> AllowCountry
E le policy di accesso:
Order Deny,Allow
Deny from all
Allow from env=AllowCountry
Scarichiamo l’ultima versione del database contenente gli IP tramite wget:
wget http://geolite.maxmind.com/download/geoip/database/GeoLiteCountry/GeoIP.dat.gz
Salviamo il file nella directory:
/usr/share/GeoIP/
Eliminiamo il file vecchio:
rm GeoIP.dat
Mettiamo il nuovo:
gunzip GeoIP.dat.gz
Riavviamo Apache:
/etc/init.d/apache2 restart
e solo la nazione a voi simpatica accederà al sito!:)
Il modulo GeoIP è usabile anche all’interno di PHP:
<?php
$country_name = apache_note("GEOIP_COUNTRY_NAME");
$country_code = apache_note("GEOIP_COUNTRY_CODE");
print "Nazione: " . $country_name . " - Codice nazione: ".$country_code;
?>
Per maggiori informazioni ralative a mod_geoip potete consultare questa pagina.
Nell’articolo precedente abbiamo visto come è semplice aggiornare la Debian Etch a Lenny.
Durante l’aggiornamento, quando cambiamo i repository sostituendo Etch con Lenny e lanciamo il comando
apt-get update
si può incappare in questo messaggio di warning:
W: There is no public key available for the following key IDs:
<numero_chiave_ssl>
W: È consigliabile eseguire apt-get update per correggere questi problemi
Il 14 Febbraio la comunità Debian ha rilasciato l’ultima versione stabile della sua nota distribuzione GNU/Linux, chiamata “Lenny“.
Per chi come me, ha installazioni di Debian Etch e vuole passare subito a Lenny la procedura è la seguente.
Da linea di comando lanciamo i soliti:
apt-get update
apt-get upgrade
Adesso abbiamo una Etch aggiornata e quindi pronta per fare il passaggio a Lenny.
Bisogna editare il file /etc/apt/sources.list e sostituire Etch con Lenny. Prima il mio file era così:
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ etch main
deb-src http://ftp.it.debian.org/debian/ etch main
deb http://security.debian.org/ etch/updates main contrib
deb-src http://security.debian.org/ etch/updates main contrib
Poi è diventato così:
deb http://ftp.it.debian.org/debian/ lenny main
deb-src http://ftp.it.debian.org/debian/ lenny main
deb http://security.debian.org/ lenny/updates main contrib
deb-src http://security.debian.org/ lenny/updates main contrib
Salviamo e aggiorniamo la distribuzione con:
apt-get update
apt-get dist-upgrade
E’ importante seguire le istruzioni che compariranno per un corretto funzionamento del sistema.
Il mio mail server preferito è Postfix addobbato con antivirus, antispam, Postgrey e tutte le accortezze necessarie per combattere l’anarchia di Internet.
Un server mail che inoltra direttamente la posta all’MX del destinatario può incappare in qualche difficoltà, come ad esempio trovare il server il down, e quindi la mail viene messa in una coda, la stessa in cui vengono messe le mail che devono essere ancora processate dall’antispam ed antivirus.
Come facciamo a visualizzare gli elementi presenti nella cosa? Esiste questo semplicissimo comando:
mailq
Che è l’equivalente di:
postqueue -p
Se la lista non è vuoto e volessimo inviare immediatamente tutte le mail presenti in coda, basta utilizzare il comando:
postqueue -f
Così facendo Postfix tenterà di nuovo l’invio di tutte le mail presenti in coda.
Se ci accorgiamo che le mail in coda sono tutte verso destinatari improbabili possiamo elimarle con il comando:
postsuper -d ALL
Mentre se vogliamo eliminarne una in particolare, con mailq controlliamo l’id della mail e con:
postsuper -d id_della_mail
La eliminiamo dalla coda.
Ma non esiste qualcosa di più comodo per gestire la coda di Postfix? Ovvio.
La soluzione migliore che ho trovato è pfqueue.
Basta un semplice:
apt-get install pfqueue
Ed avremo una comoda interfaccia basata su ncurses che offre un ottima gestione della queue di Postfix.
Gianluca dai che domani è sabato!
Gianluca si lo ammetto sono razzista, odio le ex.L'unica razza per cui nemmeno l'Onu muoverebbe un dito in caso di estinzione. Esseri spregevoli e abietti senza eguali.
Gianluca le belle donne sono invisibili,vedi solo la bella facciata,ti blocca la barriera della bellezza. Ammagliati dall'aspetto esteriore non arriviamo mai al mondo interiore e se mai accade uno dei due rimane deluso.
Powered by Lifestream.
| L | M | M | G | V | S | D |
|---|---|---|---|---|---|---|
| « lug | ||||||
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | ||
| 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
| 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 |
| 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 |
| 27 | 28 | 29 | 30 | |||