c'e' solo un modo di fare le cose: farle bene
L’editor di default di Debian Lenny è Nano. Io non ho niente contro Nano ma preferisco Vi, quindi, quando il mio server utilizza un editor, ad esempio quando viene richiamato un crontab -e, voglio il mio editor prferito.
Ci sono due strade percorribili, una è la Debian Way l’altra è quella maccheronica. Descriverò quella alla Debian Way e lascio ai commenti l’opportunità di descrivere quella maccheronica!:)
Con il comando update-alternatives –config editor vien fuori:
Ci sono 5 alternative che forniscono `editor'.
Selezione Alternativa
-----------------------------------------------
1 /bin/ed
+ 2 /bin/nano
3 /usr/bin/vim.tiny
4 /usr/bin/vim.basic
* 5 /usr/bin/vim.nox
Premi invio per mantenere il default[*], o inserisci il numero da selezionare:
Facile no?
Ovviamente bisogna aver installato l’editor che si vuole impostare come default altrimenti la lista mostrata sarà molto misera.
Adesso chiedo a voi: qual’è il modo maccheronico per cambiare editor?
Di solito viene usato il target LOG per impostare la scrittura dei log su file quando facciamo delle regole con iptables. Ma è comodo avere un file (a volte mastodontico) da anzalizzare? Meglio avere i dati in un database MySQL e lavorarci sopra attraverso tool appositi.
Ci viene in aiuto ULOG, un tool che lavora in userspace e permette quindi, tramite un programma in continuo ascolto, di gestire tali informazioni nella maniera più disparata.
Procediamo con l’installazione dei pacchetti necessari:
apt-get install ulogd ulogd-mysql
Adesso va creato il database con gli opportuni privilegi. Tralascio questa fase perché è banale, specie con phpMyAdmin.
Le struttura della tabella è scritta nel file /usr/share/doc/ulogd-mysql/mysql.table, quindi lo carichiamo nel database appena creato con:
mysql -u <utente> -p <nome_db> < /usr/share/doc/ulogd-mysql/mysql.table
Procediamo con la configurazione di ULOG editando il file /etc/ulogd.conf.
Nella sezione plugins va decommentato:
plugin="/usr/lib/ulogd/ulogd_MYSQL.so"
visto che i dati andranno sul un db MySQL.
Impostiamo l’account per l’accesso al database:
[MYSQL]
table="ulog"
pass="<password>"
user="<user>"
db="<database>"
host="localhost"
Bene, riavviamo ULOG:
/etc/init.d/ulogd restart
Proviamo il tutto impostando una regola di iptables con il target ULOG:
iptables -t nat -I POSTROUTING -s 192.168.1.0/24 -o eth0 -j ULOG
In breve: tutto quello che proviene dalla classe lan 192.168.1.0/24 ed esce dall’interfaccia eth0 (verso Internet) e quindi viene nattato, lo registriamo su MySQL. Ovviamente possiamo impostare qualsiasi regola di firewall con target ULOG per testarne il funzionamento.
MySQL ha qualche record in più? Bene, abbiamo finito.
NFS è un servizio di rete che, avvalendosi delle RPC, permette la condivisione di porzioni di filesystem da e verso altre macchine connesse. La configurazione è velocissima, si installano alcuni pacchetti e si procede alla configurazione del file /etc/exports/.

Vediamo come. (continua…)
C’era una volta BIND, purtroppo (lo dico per i suoi innumerevoli bug) c’è ancora ma, configurare il server DNS tramite file di testo, può risultare scomodo e lento, quindi fortunatamente hanno messo al mondo PowerDNS.
Lo uso da tantissimo tempo ma, quando tutta Internet tremava per il bug dei server DNS, sapere che PowerDNS era completamente immune a tale vulnerabilità, ha rafforzato la mia stima verso questo software.
I principali punti di forza di PowerDNS sono:
Prima di procedere con l’installazione è doveroso illustrare le parti che compongono questo software:
Installiamo! (continua…)
Da Wikipedia:
Un rootkit, (in ambiente Unix per “root” access si intende accesso di livello amministrativo, quindi letteralmente si potrebbe intendere equipaggiamento da amministratore) è un programma software creato per avere il controllo completo sul sistema senza bisogno di autorizzazione da parte di utente o amministratore. Recentemente alcuni virus informatici si sono avvantaggiati della possibilità di agire come rootkit (processo, file, chiave di registro, porta di rete) all’interno del sistema operativo.
Per capire se sul nostro server ci sono rootkit è necessario:
Tutto questi controlli portano via tempo e di certo non è un lavoro facile da fare.
In ambiente Linux esistono due tool particolarmente efficienti che fanno al caso nostro: ChkRootkit e rkhunter.
Un ottimo network traffic monitor per Linux è vnStat che consente di avere le statistiche del traffico delle interfacce presenti sulla nostra linux box.
Su Debian l’installazione è banale:
apt-get install vnstat
Adesso dobbiamo inizializzare il database di vnStat con le interfacce in nostro possesso:
vnstat -u -i <interfaccia>
Il più delle volte le nostre interfacce ethernet sono eth0, eth1 etc etc.
Adesso è il momento del caffè visto che i dati devono confluire in vnStat per visualizzare le prime statistiche. Trascorso un pò (bel pò) di tempo torniamo su Linux e vediamo che dati fornisce il tool appenna installato. (continua…)
Come la pubblicità di Maxbon ci ha insegnato, sappiamo che “two is meglio che one” quindi perché avere una sola scheda ethernet all’interno del nostro server se con due possiamo avere un ottima ridondanza di rete e/o un ottimo bilanciamento del carico? Vediamo di mettere sù un ethernet bonding, un sistema che la ho lo scopo di unire due flussi ethernet al fine di formare un unico canale.
Prima di procedere all’installazione del software necessario, vediamo le modalità operative del channel bonding:
Powered by Lifestream.
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